Ci sono letture che lasciano il segno attraverso parole che diventano argini. Dentro questi argini col tempo si allineano altre letture, riposizionano concetti, elaborano riflessioni, sostituiscono le certezze con i dubbi.
Nel corso di quest’anno mi sono concentrata soprattutto su letture relative alle reti fra le specie viventi e al ruolo della nostra specie nei processi di cura individuale e ambientale, non solo per interesse formativo e professionale, ma perché credo che questo tipo di argomentazione debba interessare tutti e tutte.
Sono molti i testi e i podcast a cui attingere relativamente a questi contenuti. Fonti interessantissime dalle quali emerge con chiarezza il concetto di coevoluzione con le altre specie e una visione del mondo che mette in discussione e supera il concetto di antropocentrismo, fino ad arrivare a sottolineare responsabilità, emergenze e buone pratiche. Ecco gli argini all’interno dei quali mi sono posta alcune domande.
Farsi domande è una caratteristica prettamente umana e alcune di queste sono diventate inevitabili: “Cosa significa essere umani” [1]? Quali sconfinamenti e quali limiti, biologici e non, quali bias cognitivi e comportamentali sono caratteristici della nostra specie?
Continua a leggere su Morel, voci dall’isola
