Archivi giornalieri: 6 Gennaio 2015

Autoimmunità e nutrizione

Sempre più spessomalattie_autoimmuni_intestino mi capita di incontrare pazienti affetti di malattie autoimmuni o con profili genetici che li prodispongono fortemente ad esse. Fino a pochi anni fa si credeva che lo stile di vita non avesse alcun effetto sul loro andamento. La scienza ha dimostrato recentemente la loro dipendenza dallo stile di vita, in particolare dallo stile alimentare e dai contaminanti ambientali.
Le malattie autoimmuni sono caratterizzate dalll’aggressione dell’organismo da parte del proprio sistema immunitario. Esso, quindi, invece di tollerare i tessuti e gli organi del corpo, li attacca come se fossero estranei e tende a limitarne la funzionalità, fino a renderli completamente inattivi. Alla categoria appartengono patologie croniche, su base infiammatoria, più e meno gravi, spesso con andamento altalenante e recidivante. Ne ricordiamo alcune: artrite reumatoide, morbo di Chron, colite ulcerosa, sclerosi multipla, diabete tipo 1, sclerodermia.

L’alimentazione di chi ha avuto una diagnosi di malattia autoimmune, o di chi sa di essere geneticamente predisposto, deve orientarsi verso il consumo di cibi semplici e un regime alimentare regolare che tenda a prevenire e mitigare l’infiammazione. Rispetto alla pasta e ai comuni prodotti da forno, è importante privilegiare i cereali in chicchi. E’ consigliabile evitare pietanze industriali, anche se biologiche, ed è preferibile acquistare prodotti freschi direttamente da chi li produce, possibilmente dopo aver instaurato un rapporto di fiducia e rispetto reciproco.
I cereali devono essere integrali, le verdure di stagione, fresce e colorate. Bisogna ridurre l’introito di proteine animali, di cibi ricchi di acido arachidonico e acido linoleico (molecole pro-infiammatorie); limitare il più possibile il consumo di grassi trans e integrare la propria alimentazione con vitamina E, vitamina C, selenio e zinco.
Tutto lo stile di vita sarà teso a limitare il più possibile gli stati infiammatori, lo stress e l’ansia. Si raccomanda di curare le ore di riposo e il movimento quotidiano, possibilmente all’aria a perta. Importante anche l’idratazione (2 litri di acqua al giorno).

Immagine tratta dal sito www.mednat.org

Informazioni su sedi, orari e modalità operative dello studio nutrizionale.

 

Ritorno alla normalità

legumi

Dopo le scorpacciate delle lunghe feste natalizie è bene ritornare alla normalità, ricominciando a regolare il nostro ritmo sonno/veglia e riprendendo a fare un’abbondante colazione al mattino. Riconsolidando il primo pasto della giornata, sarà più facile regolarizzare anche gli altri.
Torniamo a fare spuntini vari e leggeri a metà mattinata e metà pomeriggio e a considerare il pranzo come pasto centrale, più ricco e nutriente.
La cena, invece, ritornerà ad essere frugale e non troppo tardiva, permettendoci così una digestione più veloce e un sonno più riposante. In generale, diamo più spazio a frutta e verdura, anche sotto forma di frullati e centrifugati, prediligendo prodotti di stagione e coltivati sul nostro territorio.
Se durante le feste la pigrizia ha avuto la meglio sulla voglia di fare movimento, è il momento di tornare dinamici e concederci ogni giorno delle camminate all’aperto e a passo sostenuto.
Non dimentichiamoci l’idratazione: riposti gli alcolici e le bevande dolci, torniamo a bere l’acqua (vanno bene anche le tisane), abbondantemente anche lontano dai pasti, in modo da liberarci velocemente da tossine e sali in eccesso. Concediamoci, quando gradito, mezzo bicchiere di vino rosso a pasto, purché sia di buona qualità.
Niente sensi di colpa, dunque, e un po’ di buona volontà. In fondo, Natale, viene solo una volta l’anno!

 

(Scritto per Dimensione Agricoltura)