Archivi per la categoria ‘Parliamo di...’

CIBO E SALUTE. L’importanza della prevenzione

sabato, 25 luglio 2009

È ormai noto a tutti che esiste un legame strettissimo fra cibo e salute. Tutti sappiamo che un eccesso di zuccheri può provocare la carie dentale e l’aumento del peso corporeo; oppure che un eccessivo consumo di sale può essere causa di ipertensione. La relazione fra ipercolesterolemia e malattie cardiovascolari è stata nell’ultimo decennio oggetto di numerosissimi studi: un elevato consumo di grassi saturi porta all’innalzamento del colesterolo e alla formazione di placche aterosclerotiche che, a lungo andare, ostruiscono i vasi sanguigni, impedendo il normale afflusso di sangue a tessuti ed organi. Negli ultimi dieci anni l’alimentazione è stata collegata anche a vari tumori. Addirittura qualche studioso sostiene che il 25% dei casi di cancro sono attribuibili a fattori alimentari (eccessiva assunzione di grassi, carenza di fibre e antiossidanti). Pare infatti che la dieta possa influenzare almeno attraverso tre modalità la genesi di un tumore, cioè quel meccanismo patologico per il quale la cellula inizia a dividersi senza controllo. Un primo meccanismo è rappresentato dall’assunzione di sostanze cancerogene presenti nei cibi (ad esempio pesticidi, alcuni additivi alimentari, alcune tossine); in secondo luogo si ha, a partire da componenti alimentari, la produzione di sostanze che influenzano la proliferazione delle cellule (alcuni acidi grassi influenzano la produzione di sostanze di controllo del ciclo cellulare); da ultimo, una difesa contro la proliferazione cellulare anomala ci viene dall’assunzione di antiossidanti, sostanze altamente protettive, che assumiamo mediante il consumo di frutta e verdura (flavonoidi, carotenoidi, vitamine C ed E).

L’enorme mole di dati scientifici a sostegno del legame fra consumi alimentari e salute umana ha portato molti governi a sviluppare linee guida per promuovere la salute tramite la dieta, come quelle pubblicate in Italia nel 2003 dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione  (http://www.inran.it/INRAN_LineeGuida.pdf). Ma riflettiamo un attimo su cosa intendiamo per “sana alimentazione”. Nonostante siano ancora molti i meccanismi della correlazione cibo-salute non ancora chiariti, possiamo affermare con certezza che una dieta a basso consumo di grassi e ad elevato consumo di frutta e verdura garantisce notevoli benefici per la salute. Ed è su queste certezze che i vari governi, compreso il nostro, basano le loro raccomandazioni dietetiche generali e le loro campagne sulla prevenzione attraverso la sana alimentazione.

Alla luce di quanto emerso dagli studi degli ultimi anni è auspicabile dunque che la prevenzione a tavola divenga lo strumento più diffuso per difendersi da molte patologie, soprattutto in considerazione del fatto che rappresenta, in assoluto, la prima misura individuale per mantenersi in buona salute.

 

 

Ponete le vostre domande!

Cibo e salute: l’importanza della prevenzione

giovedì, 7 maggio 2009

risoelenticchie_1piccolaby.JPG

È ormai noto a tutti che esiste un legame strettissimo fra cibo e salute. Tutti sappiamo che un eccesso di zuccheri può provocare la carie dentale e l’aumento del peso corporeo; oppure che un eccessivo consumo di sale può essere causa di ipertensione. La relazione fra ipercolesterolemia e malattie cardiovascolari è stata nell’ultimo decennio oggetto di numerosissimi studi: un elevato consumo di grassi saturi porta all’innalzamento del colesterolo e alla formazione di placche aterosclerotiche che, a lungo andare, ostruiscono i vasi sanguigni, impedendo il normale afflusso di sangue a tessuti ed organi. Negli ultimi dieci anni l’alimentazione è stata collegata anche a vari tumori. Addirittura qualche studioso sostiene che oltre il 25% dei casi di cancro sono attribuibili a fattori alimentari (eccessiva assunzione di grassi, carenza di fibre e antiossidanti). Pare infatti che la dieta possa influenzare almeno attraverso tre modalità la genesi di un tumore, cioè quel meccanismo patologico per il quale la cellula inizia a dividersi senza controllo. Un primo meccanismo è rappresentato dall’assunzione di sostanze cancerogene presenti nei cibi (ad esempio pesticidi, alcuni additivi alimentari, alcune tossine); in secondo luogo si ha, a partire da componenti alimentari, la produzione di sostanze che influenzano la proliferazione delle cellule (alcuni acidi grassi influenzano la produzione di sostanze di controllo del ciclo cellulare); da ultimo, una difesa contro la proliferazione cellulare anomala ci viene dall’assunzione di antiossidanti, sostanze altamente protettive, che assumiamo mediante il consumo di frutta e verdura (flavonoidi, carotenoidi, vitamine C ed E).

L’enorme mole di dati scientifici a sostegno del legame fra consumi alimentari e salute umana ha portato molti governi a sviluppare linee guida per promuovere la salute tramite la dieta, come quelle pubblicate in Italia nel 2003 dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione  (http://www.inran.it/INRAN_LineeGuida.pdf). Ma riflettiamo un attimo su cosa intendiamo per “sana alimentazione”. Nonostante siano ancora molti i meccanismi della correlazione cibo-salute non ancora chiariti, possiamo affermare con certezza che una dieta a basso consumo di grassi e ad elevato consumo di frutta e verdura garantisce notevoli benefici alla salute. Ed è su queste certezze che i vari governi, compreso il nostro, basano le loro raccomandazioni dietetiche generali e le loro campagne sulla prevenzione attraverso la sana alimentazione.

Alla luce di quanto emerso dagli studi degli ultimi anni è auspicabile dunque che la prevenzione a tavola divenga lo strumento più diffuso per difendersi da molte patologie, soprattutto in considerazione del fatto che rappresenta, in assoluto, la prima misura individuale per mantenersi in buona salute.

 

Cibo e donne

domenica, 26 aprile 2009

ciboedonne_1-1by.JPG 

 

 

Relazioni e contraddizioni

 

Donna è la prima nutrice, dal grembo al seno al primo cucchiaino, colei che provvede alle cure e al sostentamento del proprio piccolo. Donna è l’adolescente che si guarda allo specchio e non si riconosce più nella vita stretta e nei fianchi larghi che la preparano alla fisiologica funzione della procreazione. Donna è la cuoca di casa, la nonna o la suocera delle lasagne domenicali, così come la mamma che prepara il pasto caldo della sera e mette tutti intorno al tavolo. Donna, infine, è Eva, che porge la mela ad Adamo.

Da sempre la donna ha avuto un legame inscindibile con gli alimenti e con il loro consumo. Ecco perché il cibo ha in generale una valenza del tutto particolare nel mondo femminile.

È interessante notare come la preparazione quotidiana dei pasti per i propri cari abbia assunto nei secoli una valenza emotiva profonda: la donna è divenuta nel tempo fautrice di modificazioni alimentari attraverso metodi conservativi e cotture particolari. Attraverso la produzione di pietanze e pasti la donna ha esercitato nei tempi un potere univoco, riempiendo vuoti e compensando ingiustizie. È stato un percorso lungo e travagliato quello che ha fatto del rapporto fra donne e cibo il connubio che oggi riconosciamo essere così importante.

All’origine la donna è mera corporeità, un involucro che suscita “appetiti”; dall’altra parte vi è il cibo come godimento e piacere; per cui non stupisce il fatto che da molti piaceri della tavola le donne resteranno a lungo escluse, più vicine allo status di cibo che a quello, maschile, di commensale.

Nel Medioevo alla donna viene attribuita saggezza e capacità di autocontrollo qualora non esageri con il consumo di cibo, dando così al marito e al padre garanzia di sapersi negare al piacere. In questo periodo storico una condizione molto simile a quella che oggi definiamo anoressia nervosa prende la forma del digiuno ascetico, perseguito anche fino alla morte. Ne sono un esempio le vicende di sante come Santa Caterina da Siena (347-1480).

Nella pittura che va dal Medioevo al ‘700 il nesso tra donna come nutrimento erotico e come nutrice è perfettamente evidente. Attraverso l’arte figurativa infatti ci giungono storie e curiosità legate ai libertini di quel tempo, come Don Giovanni e Casanova, con i quali il rapporto tra donna e cibo subisce ancora nuove trasformazioni, divenendo  trasgressione e seduzione: l’allontanamento della donna dai piacere della tavola infatti, in certi dipinti dell’epoca, si trasforma in una trasgressiva fonte di piacere.

Anche le pozioni magiche di streghe e guaritrici hanno avuto un posto di riguardo nella storia del rapporto fra le donne e il cibo. D’altra parte i pasti confezionati dalle monache di clausura testimoniano la volontà di comunicare con il mondo esterno; questo avviene attraverso la preparazione e l’offerta di cibo agli altri. Torna ancora il concetto di donna-nutrice, che ci conduce fino ai nostri giorni, in una società in cui il piacere del cibo da parte delle donne diventa espressione di eccesso e lusso; basti vedere molti messaggi pubblicitari che raccontano di bagni nel latte o nella cioccolata e che ribadiscono ancora una volta la relazione fra gusto e sensualità.

Nella civiltà dell’opulenza però tutti sono esposti all’offerta eccessiva di cibo e contemporaneamente alle immagini insistenti e penetranti di corpi perfetti. Quindi, accanto all’esaltazione della forma corporea e al benessere vi è l’aumento preoccupante dei disturbi alimentari che originano proprio da rappresentazioni eccessive e si diffondono tra le giovani donne occidentali (su dieci malati nove sono di sesso femminile). L’atto del mangiare, dunque, è strettamente annodato al problema dell’immagine fisica di sé. Anoressia, bulimia e tutti i disturbi e le dipendenze legate al cibo, colpiscono migliaia di adolescenti e rappresentano, soprattutto nel mondo femminile, gravissime patologie sempre più diffuse. Quasi sempre le pazienti hanno un’enorme difficoltà a riconoscere i propri bisogni e a farsi aiutare, sviluppando angosce e strategie di difesa, che si esplicitano nel rifiuto di tutto ciò che viene dagli altri e nell’abnorme controllo del proprio rapporto con il cibo.

Cibo e trasgressione, ma anche controllo sociale, emarginazione delle donne da un lato, e  strumento di comunicazione e presa di coscienza dall’altro.

Ancora una volta la complessità dell’universo femminile ci spinge a fare profonde riflessioni su come le relazioni possano, in certi contesti, trasformarsi in contraddizioni e su quanto queste ultime pesino nel bilancio esistenziale della donna.

 

Semiofood. Comunicazione e cultura del cibo. Manetti, Bertetti, Prato. Centro Scientifico Editore. 2003

Donne e cibo. Una relazione nella storia. Muzzarelli e Tarozzi. Bruno Mondadori, Milano. 2003

Dalle sante ascetiche alle ragazze anoressiche. Il rifiuto del cibo nella storia. Vandereycken e Van Deth. Cortina Raffaello Editore.