Per quali lettori?

A quanti mi chiedono se Il cibo dell’accudimento sia un libro dedicato solo alle nutrici, o ai genitori, mi piace rispondere che il cibo e le relazioni che intorno ad esso si strutturano sono fondamentali in tutte le fasi della vita. In tarda età o durante una convalescenza, ad esempio, si torna spesso ad essere nutriti da qualcuno. L’accudimento, dunque, non è relegato alla fase genitoriale, ma – è bene ricordarlo – ci accompagna lungo il nostro cammino attraverso abitudini, relazioni, odori e sapori a noi cari.

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Il cibo delle donne

da Spunti di NutrizioneAlla domanda di qualche giorno fa su come mai, pur essendo entrambe donne e per di più madre e figlia, due mie pazienti avessero ricevuto una prescrizione alimentare così diversa, ho risposto che ogni individuo, sebbene dello stesso sesso, e pur condividendo parte della sua genetica con un altro, non ha lo stesso metabolismo, tanto meno la stessa reazione a certe scelte alimentari per il semplice motivo che è, appunto e comunque, un individuo diverso.
Questo è ancora più vero ed evidente nella donna, nella cui vita le variazioni ormonali si avvicendano continuamente, connotando la sua salute e i suoi bisogni in modo vario e del tutto peculiare. Quindi, se per la figlia, in piena età fertile e desiderosa di un figlio, la prescrizione dietetica ha il fine di ottimizzare il ciclo ovarico e preparare l’organismo a un’eventuale gravidanza, per la madre, da tempo in menopausa, i consigli andranno nella direzione della mitigazione di alcuni disturbi legati al momento ormonale e della prevenzione di alcune patologie, tipiche di questa fase della vita, così come anche dell’aumento di peso e di grasso addominale.
Durante la vita fertile, la donna è soggetta a modificazioni ormonali cicliche che fanno oscillare il suo umore, le sue preferenze e il suo peso. Sarebbe impensabile elargirle consigli prestampati, poiché ogni donna fertile ha il suo codice genetico, il suo metabolismo, i suoi gusti e i suoi disgusti.
L’alimentazione, dunque, non può e non deve essere omologata, ma rispondere ai particolari bisogni di ognuno, senza troppe rinunce e andare incontro alle esigenze di quella persona, in quel momento della sua vita. Un certo alimento, quindi, potrebbe essere appropriato in una fase e meno consigliabile in un’altra; questo vale anche per l’associazione fra i cibi, l’utilizzo di alcuni condimenti ed erbe aromatiche e molto altro ancora.
Perché ognuno di noi è un pianeta originale e complesso. Questo, credo, rende il mio lavoro così vario e appassionante.

 

 

 

Ancora un’emozione!

Fra pochi giorni si terrà la prima presentazione del mio nuovo libro “Il cibo dell’accudimento”.
Come sempre, non so dire la mia emozione. E’ strano che a chi fa della passione per la scrittura una professione, d’un tratto, manchino le parole. Ma è proprio così: l’ansia, l’entusiasmo e la gioia che mi accompagnano nel mio modesto mestiere di scrivere di cibo, relazioni e vita tacitano il verbale, come se ogni frammento di energia e attenzione fosse rimasto incagliato nel faticoso, seppure affascinante, navigare nel mare fluido e misterioso interposto fra i pensieri e il ticchettio frenetico sui tasti. Come se esprimere questo “tanto” e “tutto” che mi agita gioiosamente il cuore togliesse qualcosa all’emozione stessa, la sminuisse, la opacizzasse.
Così è, dunque. Sono emozionata e muta. Nell’impazienza di presentare quest’ultima creatura a chi vorrà scoprirla sorrido e sospiro in silenzio, gustando la soddisfazione di essere arrivata fino in fondo anche questa volta.
Vi aspetto, allora, per condividere questa mia vaga, seppure lusinghiera, idea di felicità!

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Un’altra avventura: “Il cibo dell’accudimento”

Presto in libreria.
Prefazione di Chiara Baratell

MdS Editore

(Dalla quarta di copertina)
In un’epoca e in una società in cui le pratiche di accudimento sono recepite sempre di più come un’insostenibile complicazione, diventa importante capirne l’origine e la funzione biologica, per accettarle e valorizzarle. In quest’ottica il cibo, primo strumento di accudimento, oltre al valore nutrizionale, reca con sé un’importante simbologia e diventa, nel delicato e stretto rapporto fra il bambino e i suoi adulti di riferimento, insostituibile strumento educativo.
Questo libro offre una visione ampia e olistica del significato di nutrire per accudire e numerosi spunti pratici, che mettono d’accordo l’attenzione alla crescita in salute e la sempre più frenetica organizzazione quotidiana, senza tralasciare il valore del gusto, della convivialità e del buon esempio.
Una lettura accessibile, ricca di riferimenti bibliografici e di occasioni di approfondimento.
Un libro, per gli educatori, per chi si occupa di nutrizione pediatrica e, soprattutto, per la famiglia.

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