NUTRIZIONE
“Sono cresciuta in un posto e in un tempo in cui era ancora possibile giocare pomeriggi interi all’aria aperta. Mia madre d’estate strofinava i pomodori maturi sul pane e condiva le fette con sale, olio d’oliva e origano; poi si affacciava al terrazzo e chiamava me e i miei fratelli a gran voce per la merenda. D’inverno invece metteva in forno i biscotti, o il ciambellone e le nostre merende sapevano semplicemente di “casa”. Ogni giorno in tavola c’erano verdure e frutta di stagione e l’amore di chi aveva preparato i pasti. Non parlo di molto tempo fa, ma di una realtà che ancora si conserva forse solo nei centri di campagna, e che è andata quasi completamente persa nelle città. Ho poco più di quarant’anni, ma questi mi sembrano ricordi molto lontani, nonostante in casa mia ci sia ancora l’abitudine di impastare i dolci casalinghi e di cucinare ogni pietanza con amore. La mia professione mi pone quotidianamente di fronte alle cattive abitudini alimentari quasi imposte dal consumismo e dalla globalizzazione. Lavorando a contatto con i bambini in età scolare, per i quali curo progetti di educazione alimentare, mi rendo conto sempre più spesso di quanto della nostra cultura contadina sia andato perso: oggi molti bambini non hanno mai visto un albero da frutto, non hanno idea di come venga fatto il pane, non immaginano quanto e quale lavoro ci sia dietro la carota che sgranocchiano allegramente. Spesso le uniche merende che conoscono sono quelle chiuse dentro bustine di plastica e uno dei pochi vegetali che mangiano sono le patatine fritte.
Tutto è collegato al fatto che la vita quotidiana è diventata frenetica e colma d’impegni, e che siamo convinti di non avere più il tempo di impastare una focaccia o di fare un buon minestrone. In realtà spesso è molto più una questione di comodità che di tempo. Concediamoci però almeno quello per riflettere su alcuni argomenti, sul valore di alcuni alimenti, sull’importanza delle sane abitudini alimentari di un tempo.” (Tratto da Spunti di Nutrizione ed altro…, Manidistrega Editrice)
Questo vorrebbe essere lo scopo della rubrica Nutrizione.
Fermiamoci a riflettere!