Archivio della categoria: La MezzaLuna – Centro di Educazione Alimentare

Incontri di educazione alimentare

I nuovi incontri di educazione alimentare de La MezzaLuna – Centro di Educazione logo-okAlimentare  partono da BIO al SACCO13509076_319516398380069_7483482552828236984_n

Ecco titoli e calendario calendario!

1 febbraio | La spesa della salute. dalla lista al piatto
8 febbraio | La cucina della salute. Cotture, conservazione e combinazioni alimentari
15 febbraio | Il peso e la buona cucina. Amici o nemici?

I nuovi incontri con La MezzaLuna

Ripartono gli incontri presso il Polo Oncologico dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa, curati da La MezzaLuna, dedicati ai malati oncologici e ai loro familiari e caregivers. Ecco i dettagli:

Quando? 25 Settembre, 23 Ottobre, 20 Novembre
A che ora? dalle ore 15,00 alle 17,00
Dove? presso la Sala Riunioni del Polo Oncologico – edificio 22 – Piano Terra – Ospedale Santa Chiara – Pisa

Per informazioni 050992869 ore 10/12 – 05046217 dalle ore 09/12 oppure 347 0912780 dalle 9 alle 19.Brochure incontri chemio Susan Komen corretto

Cose belle …

Si lavora (tra il serio e il faceto), presso l’Agriturismo Serraspina e la Fattoria Lischeto: stiamo registrando una puntata di “Cibi in campo”, un programma in onda da qualche settimana su Telegranducato. All’interno di ogni puntata, notizie su agricoltura, alimenti stagionali e locali e consigli di lettura con la rubrica “Letto per voi”.

Il programma è curato dalla Confederazione Italiana Agricoltori di Pisa e da La MezzaLuna- Centro di Educazione Alimentare.

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Incontri al Polo Oncologico di Pisa

Polo 2015Il 17 aprile 2015 ripartiranno gli incontri gratuiti  de La MezzaLuna presso il Polo Oncologico dell’Azienda Ospedaliera Pisana, in collaborazione con l’Associazione Oncologica Pisana “P. Trivella”. Si tratta del terzo ciclo di lezioni/conversazioni dedicate all’alimentazione e alla gestione delle emozioni nei pazienti oncologici: in particolare, il primo (2013) è stato destinato agli operatori sanitari, mentre gli ultimi due (2013/2014) ai malati e a chi se ne prende cura ogni giorno (parenti e altre figure).
Sta per iniziare, dunque, il quarto ciclo di incontri, rinnovato e aggiornato: un’esperienza che ci rende fieri di ciò che come Centro di Educazione Alimentare facciamo ogni giorno, con passione e dedizione. Un impegno che ci gratifica e ci arricchisce.
Un grazie all’Associazione Oncologica Pisana, all’oncologo dott. Antonuzzo e a chi ha partecipato agli incontri precedenti.

Vi aspetto, insieme a Cristina Cherchi, pedagogista clinica!

 

Gli incontri avranno luogo presso la sala al piano terreno del Polo Oncologico dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa dalle 15,30 alle 17,30 nelle seguenti date:

17 aprile
15 maggio
19 giugno

Condurranno gli incontri:

Dott.ssa Giusi D’Urso – Biologa Nutrizionista Dott.ssa Cristina Cherchi – Pedagogista clinica (esperte de La Mezzaluna – Centro Educazione alimentare)

L’iniziativa è diretta ai pazienti oncologici, familiari, caregiver,
volontari, personale sanitario e chiunque sia interessato all’argomento.

Per informazioni:

Segreteria AOPI tel. 05046217

A.O.PI. Gruppo Donna Tel. 050992869

(dal lunedì al venerdì dalle 10,00 alle 12,00)

Ritorno alla normalità

legumi

Dopo le scorpacciate delle lunghe feste natalizie è bene ritornare alla normalità, ricominciando a regolare il nostro ritmo sonno/veglia e riprendendo a fare un’abbondante colazione al mattino. Riconsolidando il primo pasto della giornata, sarà più facile regolarizzare anche gli altri.
Torniamo a fare spuntini vari e leggeri a metà mattinata e metà pomeriggio e a considerare il pranzo come pasto centrale, più ricco e nutriente.
La cena, invece, ritornerà ad essere frugale e non troppo tardiva, permettendoci così una digestione più veloce e un sonno più riposante. In generale, diamo più spazio a frutta e verdura, anche sotto forma di frullati e centrifugati, prediligendo prodotti di stagione e coltivati sul nostro territorio.
Se durante le feste la pigrizia ha avuto la meglio sulla voglia di fare movimento, è il momento di tornare dinamici e concederci ogni giorno delle camminate all’aperto e a passo sostenuto.
Non dimentichiamoci l’idratazione: riposti gli alcolici e le bevande dolci, torniamo a bere l’acqua (vanno bene anche le tisane), abbondantemente anche lontano dai pasti, in modo da liberarci velocemente da tossine e sali in eccesso. Concediamoci, quando gradito, mezzo bicchiere di vino rosso a pasto, purché sia di buona qualità.
Niente sensi di colpa, dunque, e un po’ di buona volontà. In fondo, Natale, viene solo una volta l’anno!

 

(Scritto per Dimensione Agricoltura)

A La Dolce Linea si parla di Ti racconto la terra e di Nutrizione infantile

Venerdì 15 novembre La Dolce Linea – con Tiziana Stallone e Sara Sanzi

Ecco il podcast

 

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Le ore piccole in radio!

 

 

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, ho fatto le ore piccole con RadioRAI1!

Ecco il podcast della trasmissione

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La cucina di Anna

DSCN5378Quando Anna era piccola le era proibito entrare in cucina durante la preparazione dei pasti. Sua madre la teneva lontana e non si curava della curiosità della piccola, perché la cosa più importante era non sporcare, non infastidire, non curiosare.
Quando sarai grande – diceva – cucinerai quando sarai grande. Adesso tocca a me, tu non sai nemmeno dove mettere le mani.
Nessun odore, dunque; nessun sapore, nessun gusto né disgusto per la piccola Anna, che moriva dalla voglia di pasticciare, impastare, sminuzzare.
Non era adeguata – dicevano. Non sarebbe stata capace.
Così lei imparò a restare distante e si convinse di essere incapace. Addirittura, si convinse di non amare quel luogo così caldo e pieno di magia che era la cucina della casa di famiglia. Rifiutò di sentirsi parte di qualcosa da cui era stata forzatamente allontanata. E così, difatti, fu.

Anna divenne presto una donna e s’innamorò. La cucina della sua nuova casa le si spalancò davanti, misteriosa, come la sua nuova vita, facendola sentire appassionata e creativa.
Trascorrevano ore, lei e lui, a preparare pietanze da condividere prima con gli amici, poi con i figli che arrivarono. Lei scoprì di essere fantasiosa e di amare curiosare fra nuove ricette e nuove creazioni culinarie. Si sentì ricca di cose belle, piena di sorprese da donare, colma di gioia e di idee.
Col passare degli anni, però, quell’uomo che credeva di conoscere bene e di amare profondamente cambiò. O forse fu lei a cambiare, ma questo poco importa. Quello che importa, invece, è che Anna fu allontanata di nuovo da quel luogo magico che l’aveva resa così felice e fatta sentire così utile. Lui prese “le redini della cucina”, come amava declamare con orgoglio davanti a parenti ed amici; lei era inadatta, poco adeguata…come da bambina.

Ma presto Anna rivolle indietro il suo tempo, anche quello fra i fornelli e non si trattò del capriccio di una bambina un po’ cresciuta, ma, al contrario della richiesta legittima e sacrosanta di accudire e ad esprimere ciò che era, o avrebbe voluto essere, attraverso il cibo e le azioni che da sempre, da tempi antichissimi, connotano l’attitudine umana a comunicare. Le sue pietanze non sarebbero state perfette; le ricette sarebbero state inventate; i suoi figli sarebbero rimasti interdetti o incuriositi, ma cosa importava? Anna desiderò provare ad essere finalmente se stessa e, con la tenacia sopita in quel cuore affamato di vita, riconquistò il suo luogo dell’essere e ricominciò dal punto in cui aveva abbandonato se stessa…

Anna esiste davvero, ma ha un altro nome. La storia che vi ho raccontato mi è stata donata, con rabbia e generosità, da una donna in cerca della strada per essere felice, recuperando se stessa e tutto ciò che un’infanzia sbagliata le ha tolto. Di lei e delle sue parole accorate, mi ha colpito l’assenza di pianto e rimpianto. Mi hanno fatto riflettere la tenacia e la passione con cui mi ha descritto il distacco da cose che aveva appena sentito sue. Mi ha intenerito la voglia di recuperare ogni briciola di vita persa per la strada.
Resto in silenzio e rifletto, adesso, augurandole tutto il bene del mondo.

Voce del verbo seminare

Ci sono gesti che restano in mente e mettono radici. Uno di questi è l’apertura del braccio che semina a spaglio il grano. L’immagine del contadino con la pioggia di sementi intorno mi accompagna da sempre, rassicurante, sebbene oggi un po’ surreale.
La semina è un gesto antico che serba dentro l’agire un significato e una simbologia assolutamente immortali. Il grembo della terra accoglie il seme che darà i suoi frutti, dopo una crescita che vuole aria, terra, acqua, calore. Ricorda il ventre generoso delle madri.
La fertilità di un campo mi fa pensare al dono, all’offerta, al bisogno e alla sua soddisfazione. Ma l’essenziale generosità di una spiga di grano stride, nella mia mente, con l’attuale distorsione di questi concetti. Scambiamo continuamente i “desideri” per “bisogni“. Il bisogno, però, è limitato per definizione, dalla necessità precisa che lo esprime. Il desiderio, invece, no!

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