Archivio della categoria: COLLABORAZIONI

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Per collaborare con me scrivimi all’indirizzo giusi.durso@libero.it

Trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare: necessario il lavoro di squadra!

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) rappresentano una serie di patologie psichiatriche molto serie, caratterizzate dall’utilizzo del corpo come strumento d’espressione di un disagio psicologico profondo. Il cibo che lo nutre diventa un nemico da cui difendersi, oppure materia con cui riempire il vuoto interiore. 
Attualmente, l’anoressia e le altre forme di DCA sono da considerarsi fra le modalità patologiche maggiormente espresse dal disagio adolescenziale, soprattutto quello femminile.
Le cause non sono state ancora del tutto chiarite, sebbene alcuni fattori siano considerati determinanti nello sviluppo di queste patologie, definite culture-bound, in quanto la componente culturale occidentale (mode, modelli, tendenze sociali) appare in tutta la sua dimensione, paradossi e angosce compresi. Come per tutte le patologie psichiatriche, anche per i DCA probabilmente esiste una predisposizione genetica che può favorire il rischio di sviluppare malattia. Nonostante l’oggettiva difficoltà nel valutare questo tipo di rischio, alcuni studi riportano che soggetti con DCA hanno in famiglia una maggiore presenza (rispetto a famiglie di persone sane) non solo di disturbi dell’alimentazione, ma anche di depressione e di dipendenza.

immagine tratta dalla rete

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In ogni caso, questa categoria di patologie, fra cui oggi si annoverano anche  la vigoressia e l’ortoressia, forse meno note ma non meno pericolose della anoressia e della bulimia, non può essere più considerata rara, né si può sottovalutare lo stretto legame con il contesto socio-culturale in cui viviamo.
Fra tutti i DCA, nell’anoressia nervosa sono presenti modificazioni nutrizionali tali da rappresentare un elevato rischio metabolico. I malati di anoressia, per lo più di sesso femminile, presentano una malnutrizione proteico-energetica di vario grado che può portare a morbilità fisica e psicologica e, a lungo termine, a morte. Dal progressivo dimagrimento e dalla perdita conseguente di riserve adipose si prosegue, nelle forme gravi, alla riduzione di massa muscolare, utilizzata a scopo energetico, e alla decalcificazione ossea che porta progressivamente a osteoporosi. Per contrastare gli effetti della malnutrizione il metabolismo e il sistema endocrino mettono in atto una serie numerosa e complessa di adattamenti finalizzati a mantenere in vita l’organismo (perdita delle mestruazioni, elevata produzione di corpi chetonici, alterazione della produzione di insulina e della funzionalità tiroidea). Le modificazioni fisiche e comportamentali conseguenti il digiuno protratto generano ansie e paure che mettono a dura prova il contesto familiare e il suo equilibrio. Data la varietà e la complessità delle conseguenze cui va incontro una malata di anoressia, è evidente che il trattamento di questa patologia deve essere multiprofessionale e coinvolgere, cioè, competenze varie e complementari fra di loro.
Nella mia pratica, sempre più spesso, purtroppo, incontro famiglie con questo problema. Nel caso di ragazze molto giovani (dai dieci ai sedici anni), sono in genere le madri ad allarmarsi  e chiedere aiuto, una volta sparito il mestruo o appena realizzato che il calo di peso è stato repentino e che perdura nel tempo. Le ragazze più grandi, invece, arrivano nel mio studio meno di frequente ( raramente inviate dal medico di base, più spesso dallo psicologo, qualche manistrettavolta spontaneamente). Dietro ogni caso di anoressia in genere ci sono dinamiche complesse che vanno necessariamente e urgentemente affrontate con l’aiuto di altri professionisti. Il supporto nutrizionale, insomma, è fondamentale, ma non può bastare a sciogliere i nodi che hanno condotto alla manifestazione della patologia. I miei percorsi sono sempre affiancati e coadiuvati dal lavoro, prezioso, paziente e competente di figure come la pedagogista clinica, la psichiatra, la psicoterapeuta, oltre che il ginecologo e altre figure mediche, a seconda dei problemi che via via si presentano. Il loro percorso va di pari passo al mio e, ad ogni occasione, sollecita, supporta, completa e contiene, ogni intervento sul piano alimentare, ogni variazione di peso, ogni passo in avanti e ogni fallimento. E’ necessario, infatti, lavorare su aspetti quali la dispercezione corporea, il perfezionismo clinico, la rigidità, la bassa autostima, l’eccessivo controllo sul proprio corpo e sui suoi bisogni. Si tratta di un lavoro paziente e complesso, ma anche arricchente e gratificante che deve coinvolgere, oltre alla paziente, i suoi familiari. Posso dire, senza ombra di dubbio, che i casi che ho seguito con maggiore soddisfazione e migliori risultati sono stati quelli in cui l’intera famiglia si è sottoposta a terapia psicologica, collaborando ad ogni fase del percorso.
Oltre alla multidisciplinarietà e al coinvolgimento delle figure di riferimento, c’è da mettere in conto anche un altro fattore fondamentale: il tempo.  Ho imparato molto presto che la sofferenza e il disagio che accompagnano un DCA sono tali da creare, soprattutto nei familiari, l’aspettativa di una soluzione immediata. Ma, essendo queste patologie, la punta di un iceberg sommerso, è necessario concedersi il tempo di acquisire gli strumenti adeguati per affrontare il percorso verso la guarigione, mettendo in conto gli alti e i bassi tipici di queste malattie e procedendo con tenacia e fiducia. E’ un tempo necessario quello che si interpone fra i primi momenti successivi alla diagnosi e l’inizio del miglioramento fisico e psichico della paziente; un tempo in cui ogni dinamica, ogni dubbio, ogni sofferenza devono trovare la loro collocazione, la loro giustificazione e accettazione. Solo così, insieme, con convinzione e tenacia, è possibile venirne a capo.

Può esserti utile la lettura de Il cibo dell’accudimento

Per approfondire:
Anoressie e bulimie. Massimo Cuzzolaro, Il Mulino
Psicodinamica dell’alimentazione nella prima infanzia
Sito AIDAP, Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso

 

Informazioni su sedi, orari e modalità operative dello studio nutrizionale 

 

Immagini tratte dalla rete.

Cibo e sacralità – Un’intervista di TuttoMondo

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Dal sacro alla tavola
di Dario Soriani

La simbologia cui il cibo ci conduce è argomento affascinante e strettamente collegato al rapporto stretto e indissolubile con il sacro. Saggi, libri e tesi sono già stati scritti su questo antico legame e su tutto ciò che ne consegue, ma ciò non toglie che rimanga un argomento affascinante e stimolante che può ancora essere letto da punti di vista nuovi e guardato da angolazioni diverse, dando così spazio a riflessioni a loro volta nodali e basilari.
La sacralità, e molto di ciò che la riguarda, attiene intrinsecamente al rito. Allo stesso modo il cibo e l’alimentazione hanno nella loro storia molto di rituale: orari, tradizioni secolari, l’insieme di azioni che lo contestualizzano. Del rapporto tra cibo e sacro abbiamo tracce fin dalle antiche civiltà: i banchetti greci e i loro simposi, le offerte sacrificali agli dei, i cibi usati per rappresentare simbolicamente alcuni dei, gli egizi che mettevano il cibo accanto ai defunti per continuare a nutrire l’anima. E con l’avvento delle religioni rivelate questo legame si è stretto ancor di più; possiamo dire che le maggiori di queste religioni sono connaturate con il cibo e con le sue declinazioni e i suoi ritmi, i giorni dell’abbondanza (le feste) e i giorni del digiuno (le penitenze).

Alla luce di tutto ciò, e per dare un taglio caratterizzante all’argomento, abbiamo deciso di parlarne con Giusi D’Urso, biologa nutrizionista, educatrice alimentare, autrice di testi divulgativi, cofondatrice del Centro di Educazione Alimentare La MezzaLuna, esperta e amante del buon cibo in tutte le sue forme e le sue valenze. Leggi l’intervista su tuttomondonews.it

I nuovi corsi ABNI – 2016

Ecco i nuovi appunatementi con la formazione ABNI

corso pediatria

Nutrizione pediatrica (da Ven 11-03-2016 a Dom 13-03-2016)
Il corso ha la finalità di fornire al Biologo Nutrizionista competenze nell’ ambito della Nutrizione Pediatrica fornendo metodi e strumenti per l’attuazione di percorsi educativi in collaborazione con Pediatri, Genitori, Scuole.

 

SLIDES BASENutrizione Umana Applicata

I parte:  26-27-28 Febbraio 2016    II parte: 11-12-13 Marzo 2016

  1.  Introdurre al lavoro del nutrizionista, fornendo le basi scientifiche per impostare la dieta equilibrata, per l’adulto sano.

  2.  Fornire le basi applicative: presentazione di casi clinici e sessione dedicata alla pratica

 

Un nuovo appuntamento per i neogenitori o i genitori in attesa

Sono sempre più numerose le mamme che si pongono domande riguardo alle modalità con cui guidare il proprio bambino nel delicato momento di passaggio dall’alimentazione esclusivamente lattea a quella solida e mista (divezzamento o svezzamento).
Che fare? – mi chiedono – Seguire pedissequamente la tabella proposta da alcuni pediatri? Munirsi di liofilizzati, omogeneizzati e pappe pronte? Attendere che il bambino sia un po’ più grande? E, semmai, quanto attendere? Qual è il momento migliore per introdurre la carne? E le altre proteine?
Le risposte a queste domande (ne ho riportate solo alcune) non possono essere omologate, uguali per tutti i neonati, per tutte le mamme e per ogni svezzamento ci si appresti a sperimentare. Perché? Perché: 1) ogni neonato ha i suoi tempi, i suoi gusti e i suoi bisogni; 2) ogni mamma ha il suo istinto e il diritto di scegliere per il proprio figlio la modalità che più la rassicura e la soddisfa; 3) ogni cibo ha le sue stagioni; 4) ogni territorio ha il suo cibo; 5) ogni famiglia ha i suoi modelli alimentari.
E allora, come comportarsi?

Martedì 15 settembre alle 16,30, la prima di una serie di “Conversazioni sullo svezzamento”, organizzate da AIED Pisa per i neogenitori, in continuità con il percorso di accompagnamento alla nascita.
Per informazioni: Tel. 050 550255, aiedpisa@libero.it
Vi aspetto!

Svezzamento

 

I nuovi incontri con La MezzaLuna

Ripartono gli incontri presso il Polo Oncologico dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa, curati da La MezzaLuna, dedicati ai malati oncologici e ai loro familiari e caregivers. Ecco i dettagli:

Quando? 25 Settembre, 23 Ottobre, 20 Novembre
A che ora? dalle ore 15,00 alle 17,00
Dove? presso la Sala Riunioni del Polo Oncologico – edificio 22 – Piano Terra – Ospedale Santa Chiara – Pisa

Per informazioni 050992869 ore 10/12 – 05046217 dalle ore 09/12 oppure 347 0912780 dalle 9 alle 19.Brochure incontri chemio Susan Komen corretto

Cose belle …

Si lavora (tra il serio e il faceto), presso l’Agriturismo Serraspina e la Fattoria Lischeto: stiamo registrando una puntata di “Cibi in campo”, un programma in onda da qualche settimana su Telegranducato. All’interno di ogni puntata, notizie su agricoltura, alimenti stagionali e locali e consigli di lettura con la rubrica “Letto per voi”.

Il programma è curato dalla Confederazione Italiana Agricoltori di Pisa e da La MezzaLuna- Centro di Educazione Alimentare.

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Incontri al Polo Oncologico di Pisa

Polo 2015Il 17 aprile 2015 ripartiranno gli incontri gratuiti  de La MezzaLuna presso il Polo Oncologico dell’Azienda Ospedaliera Pisana, in collaborazione con l’Associazione Oncologica Pisana “P. Trivella”. Si tratta del terzo ciclo di lezioni/conversazioni dedicate all’alimentazione e alla gestione delle emozioni nei pazienti oncologici: in particolare, il primo (2013) è stato destinato agli operatori sanitari, mentre gli ultimi due (2013/2014) ai malati e a chi se ne prende cura ogni giorno (parenti e altre figure).
Sta per iniziare, dunque, il quarto ciclo di incontri, rinnovato e aggiornato: un’esperienza che ci rende fieri di ciò che come Centro di Educazione Alimentare facciamo ogni giorno, con passione e dedizione. Un impegno che ci gratifica e ci arricchisce.
Un grazie all’Associazione Oncologica Pisana, all’oncologo dott. Antonuzzo e a chi ha partecipato agli incontri precedenti.

Vi aspetto, insieme a Cristina Cherchi, pedagogista clinica!

 

Gli incontri avranno luogo presso la sala al piano terreno del Polo Oncologico dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa dalle 15,30 alle 17,30 nelle seguenti date:

17 aprile
15 maggio
19 giugno

Condurranno gli incontri:

Dott.ssa Giusi D’Urso – Biologa Nutrizionista Dott.ssa Cristina Cherchi – Pedagogista clinica (esperte de La Mezzaluna – Centro Educazione alimentare)

L’iniziativa è diretta ai pazienti oncologici, familiari, caregiver,
volontari, personale sanitario e chiunque sia interessato all’argomento.

Per informazioni:

Segreteria AOPI tel. 05046217

A.O.PI. Gruppo Donna Tel. 050992869

(dal lunedì al venerdì dalle 10,00 alle 12,00)